L’osteosarcoma “classico” è un tumore raro ad elevata malignità costituito da cellule mesenchimali maligne che producono matrice osteoide. L’incidenza in Europa è di circa 1-2 casi per milione per anno. E’ il tumore maligno primitivo dell’apparato scheletrico più frequente in età pediatrica e giovanile adulta. Può colpire tutti i segmenti ossei, con una prevalenza per le ossa lunghe in circa il 90% dei casi.
L’osteosarcoma comprende diverse varianti Istologiche, alcune anche a basso grado di malignità, ma quella che ricorre più frequentemente é la forma centrale ad alto grado di malignità, che costituisce circa l’80% di tutti i casi. Va segnalato come, fra i pazienti considerati con malattia localizzata, l’incidenza di micrometastasi sia ipotizzabile attorno all’85% dei casi, come si può dedurre dalle basse percentuali di guarigione riportate con il solo trattamento chirurgico come avveniva in era pre-chemioterapica.
Il trattamento è multimodale e si avvale principalmente della chemioterapia pre e post-operatoria e della chirurgia con margini ampi. La radioterapia ha un ruolo essenzialmente palliativo e cioè di contenimento dei sintomi. Negli arti la chirurgia è oggi conservativa in circa il 90% dei casi e la sopravvivenza a 5 anni nelle forme ad esordio localizzato è del 60% circa.
La complessità dell’inquadramento diagnostico e terapeutico richiede necessariamente un approccio multidisciplinare in un centro di riferimento con elevata expertise per questo tipo di tumore raro.




